{"id":17719,"date":"2019-05-03T00:00:05","date_gmt":"2019-05-02T22:00:05","guid":{"rendered":"https:\/\/gerd-kommer.de\/blog\/factor-investing-le-basi\/"},"modified":"2025-12-08T16:39:43","modified_gmt":"2025-12-08T15:39:43","slug":"factor-investing-le-basi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gerd-kommer.de\/it\/blog\/factor-investing-le-basi\/","title":{"rendered":"Factor Investing – le basi"},"content":{"rendered":"

Di Gerd Kommer<\/a>\u00a0e Alexander Weis<\/a><\/em><\/p>\n

Nota: La base dei dati di questo articolo del blog \u00e8 stata integrata a novembre 2021 con i dati relativi agli anni 2019 e 2020.<\/em><\/p>\n

L'”investimento passivo” – ovvero una diversificazione molto ampia con fondi indicizzati neutrali rispetto al mercato su base Buy and Hold – \u00e8 probabilmente una delle maggiori storie di successo mondiali nell’investimento nel mercato dei capitali degli ultimi 50 anni. Ma per quanto un’innovazione sia impressionante, ci sar\u00e0 sempre qualcuno che, anche di fronte al suo grande successo, porr\u00e0 ulteriori domande e indagher\u00e0 ancora pi\u00f9 a fondo. Questo \u00e8 stato anche il caso dell'”investimento passivo” con fondi indicizzati neutrali rispetto al mercato negli ultimi vent’anni o gi\u00f9 di l\u00ec. (Nella letteratura specializzata, il termine “neutrale rispetto al mercato” \u00e8 usato in modo diverso rispetto al presente articolo del blog e di solito si riferisce a strategie long-short che mirano a eliminare il rischio del mercato totale).<\/em>\u00a0I risultati delle ricerche condotte da diverse centinaia di economisti finanziari hanno portato negli ultimi decenni a una variante dell’approccio all’investimento passivo, ovvero il “factor investing”, spesso chiamato anche “Smart beta investing”.<\/p>\n

Cosa sono i “fattori” o i “premi di fattore”? I premi di fattore sono fattori di rendimento e di rischio statisticamente identificabili in una classe di asset come ad es. le azioni, le obbligazioni o gli immobili. Essi spiegano gran parte della combinazione rischio\/rendimento all’interno della classe di asset. Statisticamente, il rendimento e il rischio di un portafoglio titoli possono essere spiegati solo per oltre il 90% se si identifica e si misura la “Factor Exposure” in questo portafoglio, ovvero quanto un portafoglio \u00e8 esposto a questi premi di fattore. Un confronto: statisticamente, il numero di ore che gli studenti dedicano allo studio per un esame di matematica spiega una parte considerevole della deviazione dei voti degli studenti dalla media della classe. In questo esempio, il fattore \u00e8 il “numero di ore”. Altri fattori, come ad es. il quoziente intellettivo di uno studente, spiegano altre parti della deviazione statistica dalla media.<\/p>\n

In questa prima parte della nostra trilogia del blog sul factor investing nella classe di asset azionari, ci concentreremo innanzitutto sulle basi. Nella seconda parte, che sar\u00e0 pubblicata il mese prossimo, descriveremo come integrare al meglio i premi di fattore nel proprio portafoglio e gli aspetti da tenere presente.<\/p>\n

Il premio di fattore pi\u00f9 noto per le azioni \u00e8 il “premio small size”, spesso chiamato semplicemente “premio sieze” o “premio small cap”. In parole povere, si afferma che le piccole societ\u00e0 quotate in borsa (piccole in termini di capitalizzazione del mercato) producono in media rendimenti azionari pi\u00f9 elevati rispetto alle grandi societ\u00e0 o al mercato totale (si veda la tabella seguente per il periodo 1975-2020).<\/p>\n

Attraverso una sovraponderazione<\/em> puramente meccanica e disciplinata dei premi di fattore in un portafoglio, \u00e8 possibile ottenere un rendimento aggiuntivo al netto dei costi e delle imposte rispetto al mercato totale; da qui il termine “premio”. Per quanto riguarda le small cap, “sovraponderare” significherebbe aumentare la loro quota percentuale nel portafoglio oltre la quota che le small cap hanno in un “portafoglio di mercato totale” neutrale (la percentuale di small cap \u00e8 pari a circa il 15% della capitalizzazione del mercato totale del mercato azionario mondiale). “Sovraponderare” sembra pi\u00f9 complicato di quanto non sia, perch\u00e9 tale sovraponderazione pu\u00f2 essere ottenuta semplicemente acquistando uno Small-Cap-ETF.<\/p>\n

L\u2019exposure (esposizione) al premio per le small cap non \u00e8 quindi quella di chi ha nel proprio portafoglio small cap in “misura normale”, ma solo quella di chi ha nel portafoglio small cap in misura maggiore<\/em> rispetto all’universo della classe di asset sottostante.<\/p>\n

Il factor investing \u00e8 essenzialmente un investimento passivo, ovvero la rinuncia allo “stock picking” attivo (selezione mirata di singole azioni; pi\u00f9 in generale, “asset picking”) o al “market timing” attivo (entrata e uscita tattica da interi segmenti di mercato).<\/p>\n

Il factor investing si differenzia dal tradizionale investimento passivo per un aspetto importante. Con il factor investing, i singoli titoli del portafoglio non sono ponderati esclusivamente in base alla capitalizzazione del mercato, ma questo principio di ponderazione viene attenuato, ad es. attraverso la sovraponderazione di azioni Small Cap.<\/p>\n

Di seguito sono elencati i premi pi\u00f9 noti e, a nostro avviso, meglio consolidati nella letteratura scientifica:<\/p>\n